giovedì 9 aprile 2009

tren sin destino


Una canzone diceva "un volo kamikaze verso l'eternità" ma a me basta un treno senza destinazione. A volte è meglio, così non ti poni neanche il problema di dove andare e come andare. Avanti avanti e senza possibilità di tornare indietro, ottimisti per costrizione e realisti di fatto. E il biglietto? Quello è omaggio, almeno all'inizio, poi dopo tocca guadagnarselo, giorno per giorno. Si deve anche stare attenti, quando meno te lo aspetti ti buttano fuori.
Ma alla fine è tutta una fregatura? Forse si, ma bisogna cercare di renderla il più piacevole possibile, anche perché non vi è certezza di nulla, ormai c'è tutto e il contrario di tutto. Non che in passato fosse molto diverso...è che oggi per le singolarità è forse più difficile unirsi tra loro, come in una corrente: tutti insieme eppure tutti divisi, verso un punto interrogativo che non arriverà mai.

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