domenica 31 maggio 2009

la sostenibile pesantezza del web 2.0 (?)

Un tempo quando ad andare su internet eravamo in quattro, i siti web amatoriali si facevano tramite servizi come tripod, si chattava su irc, si seguivano i newsgroup, si usava napster (poi siamo passati a winmx), spesso gli mp3 li trovavi con i motori di ricerca, nessuno si sognava di mettere le foto del pomeriggio passato a fare shopping o di una semplice bevuta fra amici ed esisteva icq (esiste ancora in realtà, solo che la massa non lo usa). In quel periodo il nickname, il soprannome, era un must, nessuno (o forse quasi nessuno) si sognava di mettere il proprio nome e cognome al posto del nickname nelle chat o negli indirizzi di posta, molto ma molto spesso quando si compilavano i form delle registrazioni abbondavano i dati falsi (anche perché quasi sempre non esistevano i link di attivazione ai servizi). Si cercava di staccarsi dalla vita reale, come per creare un alterego, una sorta di supereroe mascherato con cui condividere la propria vita quotidiana. Oggi? Oggi siamo nel web 2.0 mostrare ai quattro venti il proprio nome e cognome è divenuto normale (e anche pericoloso), usare soprannomi fa storcere il naso a coloro con cui parli, non capiscono il motivo per cui se ti chiami Mario Rossi dovresti avere una email come guinnesol@xyz.it, abbiamo perso quell'ambiente quasi di nicchia che era internet circa 10 anni fa, quell'ambiente si è aperto alla massa con tutti i pregi e difetti. Ancora oggi uso il mio storico nickname e continuerò ad usarlo...metti che poi torna di moda? ;-)

Nessun commento:

Posta un commento