domenica 29 gennaio 2012

il sacrosanto diritto della testimonianza diretta



Dopo la tragedia accaduta ai danni della nave da crociera Concordia abbiamo assistito al fenomeno del "turismo da tragedia", seguito poi dalle solite critiche dei moralisti (giornalisti e non). Moltissime persone in questi giorni si sono recate all'isola del Giglio per fotografare e farsi fotografare con lo sfondo della nave teatro della tragedia. I giornalisti e tutto il popolo ebete subito si è lanciato contro queste persone, sono piovute critiche da tutti i fronti. Certo che noi italiani siamo proprio bravi a criticare ed a fare i "filosofi sapientoni", sono favorevole a queste critiche se dirette a coloro che devono farsi la foto abbracciati al partner di turno con dietro la nave (qualcuno dovrebbe spiegarmi il senso di questo tipo di foto). Non sono assolutamente d'accordo con le critiche quando queste sono dirette verso coloro che semplicemente vogliono vedere un evento con i loro occhi (o con quello della propria fotocamera o videocamera). Rivendico il sacrosanto diritto della testimonianza diretta, ognuno è libero di vedere di persona gli eventi che ci circondano e non capisco cosa ci sia da criticare. Volete farmi credere che dopo l'11 settembre 2001 nessun cittadino americano si sia recato nei pressi di Ground Zero per fotografare ciò che rimaneva delle Twin Towers?

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